Al gatto che lecca lo spiedo, non affidare l’arrosto
Meglio non indurre in tentazione persone di dubbia affidabilità. Al gatto in sé, invece, non negherei almeno un assaggio di arrosto.
Aver sette vite come i gatti
Si dice di chi resiste a eventi gravi, come malattie-dissesto economico-incidenti-ecc. e si riprende del tutto, dimostrando una volontà più forte delle difficoltà.
Quando gli antichi notarono che il gatto, cadendo sempre sulle zampe, riusciva a riprendersi da una caduta dall’alto che sarebbe risultata fatale ad altre creature, si convinsero che avesse sette vite e che fosse in combutta con le potenze occulte e con le streghe.
Sebbene io sappia per certo che purtroppo non sempre i “voli” dei mici finiscono bene e che nulla hanno a che fare con le forze occulte, non nego che il loro ron-ron abbia qualcosa di magico…
Avere una gatta da pelare
Indica un grosso problema da risolvere, ma l’espressione non mi piace molto. Suggerirei “avere una gatta da CURARE”: con la mia il detto assume lo stesso identico significato!
Chi di gatta nasce sorci piglia, se non li piglia non è sua figlia
Chi nasce di gatta piglia i topi al buio
Sono la versione in chiave felina del proverbio latino Qualis pater, talis filius – ossia Tale il padre tale il figlio: i figli solitamente assomigliano ai genitori, perlopiù per le qualità negative.
Chi non ha il gatto mantiene i topi, e chi ce l’ha mantiene tutti e due
Io ho due gatte. Nelle prossime pulizie di primavera (ormai l’estate è alle porte) verificherò se ho altri inquilini…
Chi serba, serba al gatto
Certo con i tempi che corrono è bene non sprecare o sperperare… Chi ha però l’abitudine di privarsi di qualcosa, per metterla da parte e consumarla in un secondo tempo, rischia di non poterne più usufruire e di lasciarla a chi non saprà che farsene. Ma chi ce lo fa fare?
Comprare la gatta nel sacco
Che idea! Non è meglio “comprare a scatola chiusa” per dire acquistare senza controllare?
Dio ti guardi da quella gatta che davanti ti lecca e dietro ti graffia
In sintesi, occhio ai voltafaccia di quanti credi benevoli. Il gatto qui non c’entra. Immagino sia stato scelto perché immediatamente riconducibile alle “leccate” e agli artigli minuti ma micidiali.
Essere come cane e gatto
Significa litigare in continuazione. Questo modo di dire nacque in periodi di miseria e povertà, quando cani e gatti attendevano di mangiare gli scarsi avanzi che i commensali impietositi passavano loro sotto il tavolo. La fame è brutta e scatenava liti furibonde tra il cane, più forte, e il gatto, più agile: ringhi, graffi, morsi, soffi… Oggi che gli animali domestici (quelli fortunati, intendo) sono ben nutriti, abbondano gli esempi di civile convivenza tra cani e gatti, e gli amici a quattro zampe danno prova di “umanità” inaspettata, come Sara – la cagnolina della foto – che adottò senza riserbo i due micetti, facendosi venire addirittura una gravidanza isterica.
Chi si comporta ancora “come cane e gatto” siamo noi umani, e non solo quando facciamo politica…
Essere come il gatto e la volpe
Il richiamo a Pinocchio è evidente: si tratta di due persone poco raccomandabili che si uniscono per imbrogliare il prossimo. E – ahinoi – da quanti di loro dobbiamo difenderci!
Essere quattro gatti
Equivale a essere pochi. Ma avete mai avuto quattro gatti in un appartamento di 60 metri quadri in città? L’effetto sovraffollamento è assicurato. Provare per credere…
Fare la gattamorta
Si dice di chi finge di non accorgersi di nulla per fare poi i propri comodi. Ne parlano tre famosi favolisti. Esopo racconta di un gatto che si lascia spenzolare a testa in giù fingendosi morto per acciuffare i topi ingenui che si avvicinano. Fedro lo riprende trasformando il gatto in una donnola vecchia e malconcia che si ricopre di farina e si lascia cadere in un angolo buio da dove cattura i topi. La Fontaine combina le due versioni e parla di un gatto tanto temuto dai topi che questi non osano più uscire dalle loro tane. Il gatto allora si finge morto finché i topi si convincono del lieto evento e gli si avvicinano incauti per festeggiare. A quel punto il gatto si riprende e guadagna una lauta colazione. Tenta in seguito di ingannarli una seconda volta imbrattandosi di farina e nascondendosi nella dispensa. Ma questa volta un topo esperto fiuta l’inganno e si salva.
Fare la gatta di Masino
Si tratta di un detto toscano che corrisponde in parte a “fare la gattamorta”. Si dice di chi ha l’abitudine di lasciar correre, fingendo di non accorgersi di nulla per tornaconto proprio o altrui. Il riferimento è a una gatta che avrebbe chiuso gli occhi per non vedere i topi.
Gatta ci cova!
Naturalmente non sul serio… Significa che qualcosa non va, che c’è sotto un trucco, un inganno, un’insidia. Avete presente un gatto che fa un agguato a un interessante malcapitato (animato o inanimato che sia) o quando attende accovacciato che voi vi giriate a prendere il sale per sottrarvi la fetta di carpaccio? Pare benevolo e mansueto fino all’ultimo, vero?
Gatto rinchiuso diventa leone
Le persone più mansuete possono diventare inaspettatamente aggressive se messe alle strette. Stavolta il paragone calza a pennello…
Giocare come il gatto col topo
In appartamento, dove i topi fortunatamente scarseggiano, il gatto può trastullarsi con mosche, zanzare, cimici e ragnetti. La regola è sempre la stessa: divertirsi a stuzzicare un avversario più debole.
Il gatto brontola sempre, anche quando è contento
Quelle si chiamano fusa! Il proverbio riassume un punto di vista decisamente non gattofilo, mi pare.
Insegnare ai gatti a rampicare
Corrisponde a pretendere di insegnare qualcosa a chi la conosce benissimo. Mi sembra altrettanto inutile impartire lezioni di “graffi sul divano” agli altrimenti adorabili mici.
La gatta frettolosa fece i gattini ciechi
Le cose fatte di fretta il più delle volte riescono male. È nell’esperienza di tutti, specie con l’aggravante dei corollari della legge di Murphy: quanto più si ha fretta più si moltiplicano gli intralci sul nostro cammino, quando si aspettano ospiti l’arrosto brucia ecc. ecc. ecc.
La gatta vorrebbe mangiar pesci ma non pescare
Arriva dai latini – cattus amat pisces, sed non vult tingere plantas – per indicare chi vorrebbe soddisfare le proprie voglie senza fare alcun sacrificio personale. Gli scansafatiche ci sono sempre stati e sempre ci saranno…
Lavarsi come i gatti
Significa lavarsi poco e in fretta, ma devo dissentire: i gatti sono creature molto pulite e trascorrono gran parte del dopopasto a lavarsi con cura seguendo il loro affascinante rituale.
Levare le castagne dal fuoco con la zampa del gatto
Vuol dire fare qualcosa che torni a proprio vantaggio lasciando i pericoli agli altri. In una favola di La Fontaine una scimmia e un gatto videro delle castagne che arrostivano sul fuoco e decisero di rubarle. La scimmia accampò la scusa che le sue zampe non erano adatte e convinse il gatto a effettuare la rischiosa operazione per entrambi, ma poi mangiò tutte le castagne sottratte con astuzia e fatica dal povero gatto, che pur essendo un ladro riscuote la mia simpatia per motivi personali…
Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco
Vale a dire: aspetta a cantar vittoria finché non sei sicuro di aver raggiunto lo scopo. Io non ho mai messo gatti nel sacco, ma confesso di aver incontrato una certa difficoltà nel rinchiudere le mie due micine nella gabbietta per trasportarle dal veterinario.
Quando il gatto non c’è, i topi ballano
Si riferisce a quanti, in assenza di chi li controlla e comanda, ne approfittano per fare il proprio comodo. Si tratta di una tendenza innata, a parer mio: sono esperti della materia anche i bambini di tutte le età – a partire dai miei…
Quando scherzi col gatto e l’accarezzi, non sai mai che fine avran quei vezzi
In senso letterale sarà anche vero, ma credo che il gioco valga la candela… Negli altri sensi concordo che la prudenza non è mai troppa.
Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino
I gatti, si sa, sono golosi di tutti i cibi grassi (anch’io, ma ho il colesterolo alto e la mia linea “morbida” non li consente). Il proverbio dice che la gatta che ruba il lardo e ci prende gusto finirà prima o poi nella trappola tesale. Sottintende che anche chi commette furfanterie varie presto o tardi verrà scoperto. Almeno si spera.
